Il Burrificio Artigianale
Il Caseificio in Langa
La Casera del Raschera d'Alpeggio
Il Borgo di Valcasotto
L'Azienda Agricola

E' per altro singolare che Beppino Occelli abbia acquistato e disponga di greggi di pecore e capre in Langa e sulle Alpi per avere in azienda un latte di indiscutibile affidabilità. Inoltre centinaia di vacche di razza piemontese, bruno-alpina e pezzata rossa pascolano sugli alpeggi dei malgari associati alla Casera che Beppino Occelli gestisce a Frabosa Soprana. Non per nulla é anche un sostenitore entusiasta della Fondazione Slow Food per la Biodiversità che promuove un' agricoltura ecocompatibile, rispettosa dell'ambiente e a tutela delle specie animali e vegetali a rischio di estinzione. A Valcasotto, nel "borgo dei formaggi", é stato ripristinato un mulino dell'Ottocento a tre macine per la molinatura tradizionale di grano saraceno, mais e castagne secche. Qui, dove il tempo lavora per stagionare ed affinare le forme migliori, Beppino Occelli ha in progetto altre iniziative tese a valorizzare sempre più la sinergia tra l'impresa agroalimentare ed il particolarissimo territorio che é in grado di esprimere potenzialità molto interessanti, se non addirittura esclusive. Le cucine saranno adibite a laboratori di ricerca per gli studenti degli istituti alberghieri e delle Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo non solo per approfondire il tema grandioso dei formaggi d'alpeggio, ma anche dei numerosi ed eccellenti prodotti del territorio: dalle carni ai salumi d'alpeggio, dai funghi dei boschi ai pesci del rio Casotto, dalle farine di castagna, mais e grano saraceno ai frutti del sottobosco, ai mieli e marmllate. La valorizzazione delle verdure da orto, delle erbe da prato commestibili e degli aromi andrà di pari passo con la creazione di menù autoctoni che daranno un carattere originale ed unico alle cucine dei ristoranti. Infatti nasceranno anche strutture ricettive - formaggeria, ristorante, foresteria - che daranno la possibilità allo studente come allo studioso, al giornalista, al ricercatore, ma anche soltanto al turista curioso di essere ospitati e di "vivere il borgo" attraverso le sue diverse attività, a contatto diretto con mastri-stagionatori e chef, ma anche con i contadini che quotidianamente curano erbe, piante, animali e territorio.




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