È
un formaggio con storico prodotto sui pascoli attorno al
Santuario di San Magno, nell'Alta Val Grana, da almeno mille
anni. La lavorazione è detta "a pasta rotta"
perché la cagliata viene frantumata, sminuzzata e
pressata per due volte, sempre a mano. A latte vaccino crudo,
con eventuali aggiunte di latte ovino o caprino, il Castelmagno
presenta un sapore caratteristico che ricorda le erbe aromatiche
di montagna. In bocca è friabile e finemente granuloso.
La stagionatura prolungata esalta le caratteristiche raffinate
di questo formaggio "nobile" che, nel tempo, può
presentare anche una leggera erborinatura, apprezzata dai
gourmets.