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Il
rapporto fruttuoso tra l'uomo e l'ambiente, tra Beppino Occelli,
le Langhe e gli alpeggi, viene sancito e sublimato essenzialmente
nel nome del latte. Di vacca, di pecora o di capra: ma sempre
e comunque buonissimo. Il migliore: perché solo l'uva
bella dà il vino buono. E per ottenere un pane fragrante
e gustoso occorre una farina degna di tal nome. Per il burro
e i formaggi è la stessa cosa: la bontà e le
caratteristiche del latte risultano indispensabili per determinare
le proprietà finali del prodotto. Si tratta di leggi
della natura, di procedimenti consolidati nei secoli. Il che
sta a significare, a ben vedere, che la qualità vera
non si può inventare. Va ricercata con intelligenza,
seguendo con il dovuto rispetto ritmi ancestrali scanditi
dai prodigi della biologia. La via lattea di Beppino Occelli,
piena di sentori floreali e profumi di erbe, sceglie le tracce
delle greggi e gli stati d'animo dei pastori, sui pascoli
alpini di Frabosa Soprana, dove nascono le forme di Raschera
d'Alpeggio. Si inoltra tra le antiche cascine di Langa e giunge
a Valcasotto, il "Borgo dei Formaggi", nel Comune
di Pamparato. Nei locali di alcune cantine, su assi di legno,
le forme si affinano lentamente con il favore di un microclima
particolare, trasformandosi in autentici gioielli dell'arte
casearia. I gesti sono quelli di sempre, maturati dall'esperienza.
Il latte scelto da Beppino Occelli è ancora vivo e
impregna piacevolmente l'aria con il suo effluvio dalle sfumature
dolci. Burro, Tume, Losa, Testun e Cusié sono pronti,
ciascuno con il proprio tempo, al pari dei raffinatissimi
erborinati (di vacca, pecora e capra), a suscitare stupende
ed inestinguibili emozioni nel palato e nella mente dei loro
tantissimi estimatori. Per definire l'intensità dei
momenti nei quali cultura e buoni sapori vanno a braccetto.
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