DA FARIGLIANO AL MONTE ARARAT
BEPPINO OCCELLI ADOTTA UN FORMAGGIO ARMENO

Nelle valli del maestoso Ararat (5165 metri), il monte su cui, secondo la Bibbia, sarebbe approdata l’Arca di Noè, non poteva mancare un Presidio Slow Food. Anche perché l’Armenia è una delle regioni più interessanti per tradizione enogastronomica e per ricchezza di biodiversità: questo Paese si trova nel cuore della zona di origine della vite e del vino e di moltissime varietà di frutta, albicocche innanzitutto. Un Paese di montagne (il 70% del territorio è sopra i 1500 metri) dove, accanto alla frutticoltura, regna la pastorizia.
I pastori e le loro capre - dalle lunga corna arcuate e dal pelo folto - si arrampicano fino ai 3000 metri. Gli animali pascolano liberi dalla primavera all’autunno inoltrato e sono rinchiusi solo la notte, in recinti di pietra. I pastori li mungono a mano, accovacciati alle loro spalle, e dal latte caprino in purezza ricavano il Motal, un formaggio armeno antichissimo aromatizzato con erbe di montagna (menta, timo, dragoncello, aglio selvatico) e conservato in recipienti di terracotta sigillati con il lavash (un pane tradizionale sottilissimo) oppure con foglie di noce o cera d’api. Sistemati in cantine fresche ma asciutte, i recipienti vengono capovolti e appoggiati su uno strato di cenere: qui il Motal può maturare per sei mesi e oltre.
I produttori del Presidio lavorano in condizioni difficili e con pochissime risorse economiche a disposizione. Generalmente destinano il formaggio a privati o a intermediari, appena estratto dalla salamoia: spesso, infatti, non hanno né il tempo, né le risorse per conservarlo a lungo nella terracotta, come sarebbe previsto dalla tecnica tradizionale. Per questo è nato un Presidio, grazie al sostegno del piemontese Beppino Occelli, produttore di burro e formaggi di qualità e stagionatore dei migliori formaggi di malga delle montagne cuneesi.
Il progetto, che, per ora, ha coinvolto cinque pastori, intende strappare i produttori al loro atavico isolamento, consentendo loro di collaborare, migliorare le condizioni di lavorazione del formaggio e ottenere le autorizzazioni sanitarie necessarie al mercato nazionale e internazionale.
Tra le prime tappe del progetto è prevista la ristrutturazione di una cantina, che sarà trasformata in locale di stagionatura per i formaggi dei pastori del Presidio, oltre alla redazione di un disciplinare che preveda esclusivamente la tecnica tradizionale, e quindi l’uso di latte caprino in purezza, il recupero graduale del caglio naturale, la salagione minima di quaranta giorni, e  così via.


 
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