CARNEVALE, LE SPECIALITA' REGIONALI: L'EMILIA ROMAGNA

CARNEVALE, LE SPECIALITA' REGIONALI: L'EMILIA ROMAGNA

Continua la nostra rubrica con i carnevali d’Italia, con l’Emilia Romagna. Qui ha luogo il carnevale di Cento,  considerato il più trasgressivo e coinvolgente carnevale d’Europa. Non a caso è gemellato con quello di Rio de Janeiro, di cui riprende lo stile dei carri, i costumi scintillanti, le provocanti ballerine ma, soprattutto, il divertimento sfrenato. E’ caratterizzato da carri che si issano oltre i 20m di altezza, ma la vera caratteristica è la tradizione del gettito, che consiste nel lancio, da parte dei figuranti che stanno sopra i carri in movimento, di oggetti e gadget come palloni e peluche.

 

 

LA STORIA

Del Carnevale di Cento si hanno notizie già dal 1600 grazie ad alcuni affreschi del famoso pittore centese Gian Francesco Barbieri detto il “Guercino”. Nel 1615 il Guercino raffigurò feste e manifestazioni nei suoi affreschi. Il carnevale fu causa di abusi e violenza, per questo furono emanate Notificazioni dal Governatore e dal Gonfaloniere. Non si hanno documenti relativi al periodo anteriore alle guerre, ma si può affermare che proprio in quell'epoca sia avvenuto il trapasso dall'antica tradizione di soggetti fiabeschi all'adozione di mascheroni rappresentanti personaggi e atteggiamenti dell'epoca. 

 

LA MASCHERA

Agli inizi del 1900 i Centesi pensarono di creare un proprio re a simbolo del carnevale Centese. Questo personaggio doveva rappresentare la coscienza dei suoi concittadini. Nacque così Tasi, Luigi Tasini, che un tempo era realmante esistito e stimato, e che viene rappresentato mentre tiene al guinzaglio una candida volpe. La leggenda narra che Tasi, messo alle strette e costretto a scegliere tra la moglie e un buon bicchiere di vino, preferì andare all’osteria. Nell’ultima giornata di carnevale si svolge il “rogo di Tasi”, il tradizionale rito propiziatorio in cui una maschera di cartapesta raffigurante Tasi viene bruciata, subito dopo aver recitato il suo velenoso ”testamento” dove mette ala berlina vizi e virtù di alcuni personaggi centesi.

 

 

I DOLCI

I dolci tipici del carnevale di Cento, e del Ferrarese in generale, sono sicuramente i crostoli, chiamati in dialetto ferrarese Grustal. Molto simili alle chiacchiere per la loro forma, ciò che rende questa golosità davvero buonissima è l'utilizzo di un burro di qualità, come il burro Occelli, in grado di conservare l'impasto morbido anche dopo la frittura. Preparate gli ingredienti, e scoprite insieme a noi i pochi e semplici passi per creare questo delizioso dolce, nella sezione ricette

 

 

 

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