LA BENEDIZIONE DEL BURRO

LA BENEDIZIONE DEL BURRO

Oggi vi raccontiamo di questa storica tradizione che celebra uno dei nostri motivi di orgoglio: il burro!

Per chi non lo sapesse il burro ha origini antichissime, già nel 1600, all'alba di ogni 25 marzo, una fila di contadini si recava nei casolari più alti delle montagne biellesi per farsi consegnare un panetto di burro prodotto con la prima erba dell’anno. Il pacchetto veniva portato nella cappella Lauretana di Graglia dove il sacerdote impartiva la benedizione e poi conservato in cantina come una reliquia. Solo con il consenso del capofamiglia se ne poteva utilizzare un pezzetto. Perché il burro benedetto serviva a curare un po’ di tutto: bruciature, vesciche, morsicature di insetti, ferite che avevano difficoltà a rimarginarsi e altri piccoli acciacchi.  Oggi la cappella Lauretana è diventata un Santuario dove ogni anno ancora si ripete la Benedizione del Burro ovviamente non più conservato in incarti precari ma in vasetti di vetro sterilizzati marchiati Slow Food.

Le qualità guaritrici del burro si perdono nella notte dei tempi. «Le farmacie si trovavano solo in città e chi viveva in montagna doveva arrangiarsi – racconta Enzo Clerico dell'ecomuseo Valle Elvo -. I nostri nonni avevano scoperto che il primo burro dell'anno aveva capacità curative se spalmato sulla pelle. La benedizione in chiesa trova origine e fondamento nel forte senso di religiosità presente in questi territori».  

fonte: La Stampa

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