Storie di persone e tradizioni

Storie di persone e tradizioni

Dopo la chiacchierata con Massimo, responsabile del borgo di Valcasotto, per il secondo capitolo della nostra rubrica “Storie di persone e tradizioni” ci spostiamo ora a Murazzano per incontrare la giovane Valentina, che da un anno e mezzo circa lavora nell’azienda agricola di famiglia e si occupa principalmente della produzione di latte di pecora.

Senza però dilungarci in lunghe presentazioni, entriamo nel vivo di quanto ci ha raccontato questa giovane ragazza che fornisce dell’ottimo latte di pecora con cui vengono prodotti alcuni dei formaggi di Beppino Occelli.

Valentina, prima di approfondire il discorso sul tuo presente, parliamo delle tue esperienze!

«Dopo aver preso il diploma alla scuola Alberghiera mi sono subito trasferita in Germania, a Francoforte, dove sono rimasta per due anni. Lì, ho lavorato inizialmente in un ristorante di lusso. È stata una bella esperienza, non facilissima, ma comunque formativa. Dopo cinque mesi mi sono invece trasferita in un hotel, dove sono rimasta per dieci mesi. Prima di rientrare in Italia, nell’ultimo periodo ho anche frequentato una scuola di tedesco».

Dopo un po’, però, ti sei resa conto che la vita a Murazzano ti mancava.

«Esatto! All’inizio è stata sicuramente una bella emozione e un’esperienza d’impatto, anche perché sono passata da un paesino di appena 800 abitanti ad una grande città come Francoforte, dove sono venuta a contatto con persone e culture molto diverse tra loro. Passando il tempo, mi sono però accorta di quanto mi mancasse la vita semplice del mio paese».

Panorama: Murazzano

Allora, cosa ti ha spinto realmente a ritornare a Murazzano?

«A Murazzano avevo il mio orto, il forno per fare il pane e sapevo sempre cosa stessi mangiando e da dove arrivassero le materie prime; poi, mi sarebbe dispiaciuto molto perdere tutte le conoscenze riguardanti l’allevamento e la coltivazione acquisite negli anni dai miei genitori. Per questo, ho deciso di tornare e portare avanti l’attività della mia famiglia».

Raccontaci allora quali sono le tue mansioni: di cosa ti occupi e come si svolge la tua giornata?

«Inizialmente mi occupavo anche del pascolo, ma ora la mia attività principale riguarda la produzione del latte. Più in generale, ci siamo suddivisi i compiti io, mio padre e Giulio, un ragazzo che lavora con noi da 6 anni ed è lui a dare il via alla giornata, alzandosi molto presto per la prima mungitura, per il controllo generale della stalla e la chiusura dei recinti delle pecore, che sono di razza autoctona delle Langhe. Subito dopo la mungitura va al pascolo. A proposito di questo, le pecore hanno 13 ettari a disposizione dove possono pascolare dopo la mungitura. Poi, Giulio pulisce il locale mungitura, dà un’occhiata agli abbeveratoi e parte per il pascolo nei prati limitrofi, dove rimane finché non fa troppo caldo. Per finire, fa gli ultimi controlli generali nella stalla, da l’erba alle pecore e pulisce la stalla».

Le pecore durante il pascolo

Prima hai citato la pecora delle Langhe: cosa puoi dirci su questa particolare razza e sul suo latte?

«La pecora delle Langhe, ottima produttrice di latte ma oggi, purtroppo in via d’estinzione, è parte integrante della storia di questo territorio fin dagli anni ’50 e le sue peculiarità, date dall’incrociarsi di molti fattori, donano un patrimonio di sapori, aromi e profumi al latte non riproducibile altrove».

Qualche curiosità in più sulla mungitura, da cui proviene il latte che viene fornito a Beppino Occelli?

«La mungitura viene fatta da fine marzo a circa metà novembre, due volte al giorno: intorno alle cinque e mezza del mattino e 12 ore dopo, tra le diciassette e le diciassette e trenta. Durante l’inverno, infatti, le pecore sono in asciutta e non producono più latte, ma si riposano per partorire verso fine gennaio. Poi, 40/60 giorni dopo il parto, cominciamo la mungitura. Ovviamente, tutto fatto senza stressare l’animale e rispettando le caratteristiche fisiologiche e anatomiche della mammella».

Torniamo ora alla descrizione della giornata tipo: nel pomeriggio subentra tuo papà, giusto?

«Durante il pomeriggio, mio padre si occupa di tagliare l’erba fresca alle pecore e di portarla nella stalla insieme all’erba medica, ai piselli proteici, avena e altri cereali. Io, invece, mi occupo principalmente delle lavorazioni e, nei fine settimana, dei mercati».

Il vostro, quindi, è un lavoro che si basa molto sul clima e sulla stagionalità?

«Assolutamente sì! D’estate, infatti, mi concentro maggiormente sulla produzione del latte, mentre la stagione invernale è meno “pratica” e la dedico di più alla parte organizzativa e di marketing legata all’azienda».

Uno degli aspetti che vi contraddistingue è la cura che avete per i vostri animali e per ciò che producete.

«Decisamente, anche perché il latte è influenzato in modo decisivo dal tipo di vita che la pecora svolge e, per avere del buon latte, non si può non prendersi cura degli animali, a partire dalla loro alimentazione: in estate, infatti, facciamo girare più erba possibile per loro, in pascoli non inquinati da diserbanti, concimi o OGM, mentre d’inverno utilizziamo fieno integrato con orzo, a cui aggiungiamo la melassa per i sali minerali. Inoltre, durante la stagione invernale diamo il mangime solo durante la mungitura e poco prima dei parti. I nostri animali, poi, hanno a disposizione ampi prati in cui muoversi liberamente e stare al sole, altro aspetto molto importante per il loro benessere. Da non dimenticare, infine, l'impianto di mungitura, alimentato da pannelli fotovoltaici e direttamente collegato al frigorifero, senza che il latte entri in contatto con l’ambiente circostante e, quindi, con aria ed eventuali agenti patogeni, fattore anche questo che condiziona ulteriormente la qualità igienica del latte. Inoltre, facciamo sempre molta attenzione ad ogni singolo aspetto come la temperatura, mediamente intorno ai 4°C, e ai vari spostamenti: l’eccessivo movimento dello stesso, infatti, potrebbe rompere i globuli di grasso e incorporare aria, alterando così sapori e odori». 

Un’attenzione alla qualità, quindi, che ha convinto Beppino Occelli ad utilizzare il vostro latte per produrre alcuni dei suoi formaggi.

«Siamo molto contenti di aver intrapreso questa collaborazione, date la qualità che contraddistingue il burro e i formaggi Occelli e la sua importanza nel mondo dei formaggi. Il fatto di essere stati scelti da Beppino Occelli è una conferma in più del fatto che stiamo facendo un buono lavoro».

BEPPINO OCCELLI AGRINATURA S.r.l.

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